Spirito SAUVAGE

La stampa animalier è la regina del guardaroba invernale. Guardandoci intorno, ci accorgeremo che questa fantasia è praticamente ovunque e, sbirciando tra le tendenze per la prossima primavera, avremo la conferma che il maculato non sparirà di certo dai nostri armadi. L’animal print ha una storia molto lunga, che risale addirittura alla preistoria, quando gli uomini cercavano protezione dal freddo utilizzando come indumenti le pellicce dei pericolosi predatori appena uccisi, per provare la loro forza e il loro coraggio. Anche i sacerdoti egizi amavano indossare il maculato, perchè attribuivano ai felini una valenza spirituale, considerandoli degli animali sacri da venerare. Nell’antica Grecia, invece, sfoggiare il vello del veloce leopardo conferiva agli uomini una sensazione di estremo potere e dominio sugli altri. Proprio in questo periodo la stampa animalier iniziò a creare intorno a sé un’immagine trasgressiva e audace, perchè veniva utilizzata nei culti dionisiaci, da sempre sinonimo di vita sfrenata e vissuta all’insegna dell’ebbrezza e della lussuria. Tra il Seicento e il Settecento gli uomini più potenti, come i comandanti e i combattenti, si circondavano di questa fantasia per affermare il loro indiscutibile predominio, mentre le nobildonne prediligevano le pellicce maculate per confermare ulteriormente la loro agiatezza e per mostrarsi sensuali e audaci. All’inizio del Novecento, questo spirito selvaggio e sexy era rappresentato perfettamente da due icone del periodo: la pin-up Bettie Page e la ballerina afro-americana Joséphine Baker. La prima, ispirandosi al successo del film “Tarzan e l’uomo scimmia”, indossava spesso succinti bikini leopardati nei servizi fotografici, mentre la seconda si aggirava per le strade di Parigi con il suo leopardo Chiquita. L’istituzionalizzazione dell’animalier nell’ambito della moda risale al 12 febbraio 1947, quando Christian Dior portò in passerella un trench e un abito di chiffon stampato a macchie di leopardo. Il maculato di Dior non era più quello trasgressivo di Bettie Page, ma era una fantasia chic e allo stesso tempo audace, senza essere mai volgare. Il suo successo fu tale da conquistare anche le signore della buona società e le dive degli anni Cinquanta, come Audrey Hepburn, Jackie Kennedy e Marilyn Monroe. Con l’arrivo degli anni Settanta, la stampa animalier recuperò nuovamente il suo lato più graffiante e anticonformista, grazie alle rockstar dell’epoca, come Madonna e Debbie Harry, che esprimevano la loro anima trasgressiva e ribelle attraverso tutine e giubbotti leopardati. A partire dagli anni Novanta il maculato conquistò definitivamente le più rinomate case di moda e in quel periodo tanti stilisti si ispirarono al mood selvaggio e all’immaginario jungle tipici di questa fantasia. Gianni Versace, ad esempio, fu il primo ad introdurlo nel guardaroba maschile, conferendo anche agli uomini e non solo alle donne un’attitudine sfrontata e sexy. Azzedine Alaia, invece, ne riempì letteralmente le passerelle, proponendo modelle vestite dalla testa ai piedi di meravigliose stampe leopardate. Arriviamo così ai giorni nostri, che consacrano l’indimenticato Roberto Cavalli e Dolce & Gabbana come i re dell’animalier, utilizzato da loro come mezzo glam per esprimere l’indipendenza delle donne, che devono sempre sentirsi libere di indossare ciò che vogliono e di mostrare la loro sensualità senza sensi di colpa. Questo viaggio nella storia ci insegna che l’animalier non è affatto volgare come tanti pensano e che basta abbinarlo con scaltrezza e dosarlo con intelligenza per raggiungere picchi di estrema eleganza. Innanzitutto, bisogna essere consapevoli che sceglierlo significa avere un desiderio anche minimo di farsi notare, quindi lo sconsiglio vivamente a chi è talmente timida da voler passare sempre inosservata. Farsi notare e ammirare non deve mai scadere nel trash e nell’esagerazione, quindi vi suggerisco di indossare un solo capo d’abbigliamento maculato alla volta, ad esempio un cappotto, a patto che le sue linee siano le più semplici possibili, in modo tale da ottenere un risultato minimal, easy e sofisticato. Infine, un’ultima regola: mai scegliere contemporaneamente un outfit animalier e degli accessori maculati, altrimenti il vostro mood sauvage diventerebbe talmente esagerato da farvi scambiare per delle domatrici del circo un po’ sopra le righe.


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