In un mondo in cui si rischia spesso di omologarsi agli altri, è necessario distinguersi ed affermare la propria individualità con il carattere e l’immagine. Se l’unicità passa tradizionalmente attraverso la scelta di come comportarsi e di come vestirsi, negli ultimi tempi si è capito che è possibile emergere prepotentemente anche attraverso il profumo. Spruzzare sulla pelle la nostra fragranza preferita è un gesto che ci accomuna e che ci regala una piacevole sensazione di benessere fisico e mentale. Tuttavia, accontentarsi di un profumo preconfezionato potrebbe non essere abbastanza per esprimere il proprio estro. Per colmare questo vuoto di creatività, si può ricorrere alla tecnica più popolare del momento: il layering dei profumi, cioè la loro stratificazione. Giocare con la sovrapposizione di fragranze diverse è il modo perfetto per creare la propria firma olfattiva, seguendo le orme dei migliori maestri profumieri. Il risultato sarà un profumo talmente unico e personale, da suscitare in noi sensazioni e ricordi profondi ed evocativi. Come accade spesso, anche in questo caso l’ossessione per il layering è stata lanciata dai giovani della Gen Z, che cercano sempre più di comunicare il loro stato d’animo e di distinguersi tra i coetanei anche attraverso dei mix di profumi molto accattivanti ed originali. Inoltre, è sempre merito loro se l’utilizzo sui social di hashtag riguardanti le fragranze ha subito una forte impennata. Se prima per stratificazione intendevamo la semplice sovrapposizione di un bagnoschiuma, di una crema corpo e di un profumo della medesima fragranza, adesso il layering è diventato un’attività più complessa, preceduta da un’assidua ricerca che porti alla combinazione perfetta, che non risulti mai sgradevole ed insopportabile dal punto di vista olfattivo. Per evitare disastri, prima di provare a mixare sulla pelle delle fragranze solo perchè vi piacciono particolarmente, è meglio conoscere qualche nozione basilare di arte della profumeria. A partire dal 1889, quando Aimé Guerlain la utilizzò per la prima volta per descrivere la fragranza da lei creata, chiamata “Jicky”, i profumi vengono classificati secondo la figura della piramide olfattiva. Quest’ultima è suddivisa in tre livelli, sui quali si posizionano le note che compongono il profumo, suddivise in base alla loro volatilità e alla loro tenacia. Se la prima indica la rapidità con cui esse si diffondono nell’aria, la seconda corrisponde alla loro durata sulla pelle prima che svaniscano. Le prime ad essere percepite in un profumo sono sempre le note di testa o note di apertura, che occupano il vertice della piramide olfattiva. Seppure avvertite immediatamente, esse sono talmente leggere da sparire pochi minuti dopo l’applicazione, perchè costituite da molecole molto piccole e leggere. Nella famiglia delle note di testa rientrano gli ingredienti freschi ed agrumati. In mezzo alla piramide si trovano le note centrali, che rappresentano il cuore di un profumo, cioè la percentuale maggiore del suo peso. La loro percezione non è immediata, infatti bisogna aspettare almeno quindici minuti dall’applicazione della fragranza prima che si manifestino ma, una volta sprigionate, la loro presenza dura almeno qualche ora. Della famiglia delle note centrali fa parte una grande varietà di ingredienti, tra i quali spiccano quelli floreali, gli speziati e i fruttati. Alla base della piramide olfattiva troviamo le note di fondo, caratterizzate dalla presenza di ingredienti legnosi, balsamici e muschiati, molto ricchi ed intensi. A differenza delle altre, queste note si manifestano tardivamente, ma sono quelle che resistono di più, addirittura per giorni, lasciando una piacevole scia anche sui vestiti e sui tessuti. Dopo aver identificato le note di testa, centrali e di fondo, un profumo può essere collocato in una precisa famiglia olfattiva, in base agli ingredienti che spiccano maggiormente rispetto agli altri. Le famiglie olfattive principali sono sette: quella agrumata, dove si collocano profumi molto freschi e frizzanti, nei quali predominano ingredienti come il limone, il mandarino, il bergamotto o il lime; quella aromatica, popolata da profumi briosi, fatti di ingredienti erbacei, come il rosmarino, il timo o la lavanda; quella floreale, composta da profumi romantici creati sulla base di un solo fiore o di un bouquet di fiori; quella legnosa, al cui interno convivono fragranze dalle sfumature calde tipiche del legno, delle resine e dei muschi, come il sandalo, il patchouli o il vetiver; la famiglia Chypre, che prende il nome dall’isola di Cipro, perchè ne richiama la tipica atmosfera mediterranea, evocata dall’unione perfetta di note di testa agrumate, di note di cuore floreali e di note di fondo legnose; la famiglia Fougère, che in francese significa “felce”, tipica soprattutto delle fragranze da uomo, perchè composta da una struttura molto virile, fatta di lavanda, geranio, muschio di quercia, vetiver e fava tonka, tutti quanti accompagnati da un tocco agrumato o aromatico; infine, la famiglia orientale, fatta di profumi esotici e sensuali molto persistenti, al cui interno fiori e spezie si mescolano perfettamente con note ambrate, legnose, vanigliate e muschiate. Grazie al sapiente lavoro di ricerca dei maestri profumieri, che miscelano con cura i vari ingredienti, per creare ventagli olfattivi sempre più armoniosi ed emotivamente coinvolgenti, nascono le fragranze da noi più amate. Prima di procedere con il layering dei profumi, vi consiglio di informarvi bene sulla loro piramide olfattiva e sulla famiglia alla quale essi appartengono. Una volta scelta la fragranza di partenza e l’elemento chiave che in essa si vuole valorizzare, si può procedere con la sovrapposizione su di essa di profumi che presentino al loro interno gli ingredienti giusti per rafforzare ed esaltare la nota che piace di più. Alcune statistiche hanno evidenziato, ad esempio, che ultimamente impazza una vera e propria passione per la vaniglia, considerata l’elemento prediletto da mettere in risalto durante il layering. Per evitare spiacevoli errori, inizialmente sarebbe più opportuno iniziare ad esercitarsi con due fragranze dalla struttura semplice, meglio se appartenenti alle stesse famiglie olfattive, evitando quelle dalla struttura più complessa. Inoltre, visto che la strada verso l’accordo perfetto è fatta di tanti tentativi più o meno giusti o sbagliati, vi consiglio di fare pratica con delle veline usa e getta, prima di rischiare fastidiose irritazioni effettuando il layering direttamente sulla pelle. Una volta raggiunto l’obiettivo desiderato, potreste lanciarvi in esperimenti più elaborati, utilizzando più di due fragranze dalla struttura maggiormente complessa, sempre tenendo conto della loro piramide olfattiva. Se proprio non ve la sentite di uscire dalla vostra comfort zone e non amate particolarmente il rischio, non dovete certamente pensare di rinunciare al layering, perchè molti brand del settore offrono dei kit già pronti, che consentono di realizzarlo in maniera impeccabile e senza margine di errore. Insieme alla fragranza scelta, essi contengono un attivatore di profumo di colore trasparente, che assomiglia ad un gel o ad un balsamo, il cui compito è quello di esaltare il profumo che indosseremo, senza alterarne la struttura e di far durare il profumo sulla pelle per più tempo. La sua composizione olfattiva fatta di note leggere consente di costruire l’impalcatura su cui costruire il layering, fungendo da vera e propria base. Proprio per questo motivo gli attivatori di profumo vengono chiamati anche primer, proprio come quelli che usiamo prima di stendere il trucco. Una volta applicato e fatto assorbire bene il primer, dovete semplicente spruzzarci sopra il profumo ad esso abbinato e il gioco è fatto. Ora che conoscete proprio tutti i segreti del layering, non mi resta che ricordarvi quali sono i punti del corpo in cui vaporizzare le vostre inedite creazioni. Ogni profumo viene percepito prima se nebulizzato nei punti dove la pressione sanguigna è più forte, come il collo, i polsi, l’interno dei gomiti, le caviglie o il retro delle ginocchia, perchè in queste zone l’evaporazione della fragranza avviene più velocemente. Nel caso dei polsi, ricordatevi sempre di non commettere lo sbaglio di sfregarli dopo aver applicato il profumo, perchè questo gesto potrebbe rompere i legami molecolari tra le note olfattive. A meno che non vogliate che il vostro layering personalizzato rischi di far mancare letteralmente il respiro a tutte le persone che vi stanno intorno, anche in questo caso è sempre meglio applicare la regola del “less is more” e lasciare che il profumo crei intorno a voi una scia piacevole e mai invadente, che vi renderà semplicemente irresistibili.
Musica: DEMI LOVATO “Fast”

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