MATCH POINT

Tra un sevizio e uno smash, alternando un dritto e un rovescio, vincendo un set dopo l’altro, il legame tra la moda e il tennis è da sempre molto forte. Negli ultimi anni questo sport sta vivendo un successo travolgente, con la crescita sempre maggiore di giovani che iniziano a praticarlo e di adulti che rispolverano la racchetta dopo molto tempo per ricordarsi come si gioca. Il merito di questo trionfo va attribuito soprattutto ai tennisti, che grazie alla loro tenacia e alla loro eleganza sono diventati dei veri e propri idoli. Primo fra tutti il nostro Jannik Sinner, l’unico italiano nella storia ad aver vinto per il secondo anno consecutivo il torneo di Wimbledon e numero uno al mondo non solo nella classifica dei migliori tennisti professionisti, ma anche in quella del garbo e dello stile. La dilagante influenza del tennis, però, non si limita solo all’ambito sportivo, ma ha contagiato prepotentemente anche il mondo della moda e il settore beauty, creando una vera e propria mania, definita “tenniscore”, che trasferisce l’abbigliamento, il trucco e le pettinature caratteristici di questo sport anche nella vita quotidiana e sulle passerelle di tutto il mondo. In realtà, la storia d’amore tra la moda e il tennis è nata tanto tempo fa, più precisamente nel 1919 a Wimbledon, quando il designer Jean Patou scelse audacemente di far gareggiare la tennista francese Suzanne Lenglen con una gonna sopra il ginocchio e non più lunga fino alle caviglie, rompendo gli schemi di una femminilità fino ad allora troppo austera e lanciando un trend ancora attuale, che unisce il fascino alla praticità. Il tennista francese René Lacoste è entrato nella storia non solo per i suoi successi sportivi, ma soprattutto per la carriera che si è costruito nell’ambito della moda. Dal suo soprannome, infatti, ha preso vita uno dei loghi più famosi in tutto il mondo. A partire dal 1923 Lacoste iniziò ad essere chiamato “il coccodrillo”, non solo per il suo metodo di gioco particolarmente tenace e per la sua abitudine a non mollare mai la presa sugli avversari, ma anche a seguito di una scommessa. La storia narra, infatti, che proprio in quell’anno negli Stati Uniti, durante la Coppa Davis, Lacoste rimase talmente rapito da una borsa porta-racchette in coccodrillo esposta in un negozio di Boston, che il capitano della sua squadra gli promise di regalargliela, a patto che vincesse una partita molto importante per aggiudicarsi il trofeo. Nel 1927 Lacoste chiese allo stilista Robert George di ricamare sul lato sinistro del petto e all’altezza del cuore delle sue giacche e delle sue camicie proprio l’immagine di un piccolo coccodrillo. Da questa intuizione geniale nel 1933 nacque ufficialmente il brand Lacoste, il primo nella storia della moda a mostrare un logo visibile sui capi d’abbigliamento. Ancora oggi le magliette Lacoste sono il pezzo-chiave di questo marchio e il simbolo di una sportività estremamente chic dentro e fuori dal campo. Con il passare del tempo, la trasformazione dei tennisti in vere e proprie icone di stile ha spinto i più importanti brand del lusso a scegliere proprio loro come ambasciatori e a creare delle capsule collections a tema che hanno riscosso sempre un grande successo. Roger Federer, Rafa Nadal, Maria Sharapova, le sorelle Williams, Novak Djokovic, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz hanno trasformato la loro presenza sul campo da tennis in una passerella a cielo aperto, firmando contratti milionari con i marchi più importanti dello sport e della moda. L’uscita del film “Challengers” di Luca Guadagnino nel 2024 ha contribuito a far esplodere il “tenniscore” e ad aumentarne fortemente l’impatto sulle giovani generazioni. Durante il tour promozionale della pellicola, l’attrice Zendaya, che interpreta il ruolo della giovane promessa del tennis Tashi Duncan, ha indossato esclusivamente abiti e accessori ispirati a questo sport, come le iconiche pumps bianche col tacco a forma di pallina da tennis, creando con il suo stylist Law Roach degli outfit diventati leggendari come modelli a cui ispirarsi per rappresentare alla perfezione l’estetica “tenniscore”. Trasferire dai campi da gioco alla vita quotidiana l’eleganza quasi aristocratica ed il lusso appena sussurrato tipici del tennis, non è poi così complicato, basta avere come punto di riferimento il torneo più glamour e raffinato della storia dello sport: Wimbledon. Per avere un guardaroba degno di questo appuntamento sportivo e mondano, bisogna puntare sulla scelta dei colori più adeguati e su un’eleganza sobria e discreta, mai eccessiva. La tinta-simbolo di Wimbledon è il bianco, non solo perchè viene rigidamente imposto ai giocatori che partecipano a questo torneo di vestirsi esclusivamente di questo colore, ma anche perchè rappresenta una perfezione impeccabile e priva di sbavature. Anche sugli spalti è importante che gli spettatori, oltre al bianco, optino per la delicatezza delle tonalità pastello, come il giallo burro, che si sposa perfettamente con il verde dei campi da tennis. Passando alla scelta dell’outfit, ci sono alcuni pezzi-chiave irrinunciabili se volete evocare l’atmosfera glamour tipica di questo torneo. Primo fra tutti la gonnellina plissettata tipica del dress-code delle campionesse di tennis e simbolo indiscusso di questo sport. La sua eleganza semplice e discreta si coniuga perfettamente con una polo o una camicia dal taglio maschile e si accompagna molto bene con un paio di mocassini o di sneakers dal bianco immacolato, magari con i calzini in bella vista. Durante le giornate più fresche, non dimenticate di annodare sulle spalle un maglioncino leggero con lo scollo a V, in perfetto stile british. Se il mood sportivo non vi attrae particolarmente, potete scegliere un fresco chemisier in cotone oppure un abito dalle linee pulite e semplici lungo fino alle caviglie, proprio come quelli indossati ogni anno da Kate Middleton durante la cerimonia di premiazione dei vincitori, magari accompagnato da un paio di décolleté o di sandali con zeppa e da un cappello a tesa larga per proteggersi dal sole. Per quanto riguarda i gioielli, vi suggerisco di puntare sulla discrezione e sull’essenzialità dei bracciali tennis, che si chiamano così a seguito di un episodio accaduto durante gli US Open del 1987. La tennista americana Chris Evert, infatti, chiese all’arbitro di interrompere la partita che stava giocando per ritrovare il sottile braccialetto di diamanti che le si era sfilato dal polso. Da quel momento in poi questo tipo di gioiello è stato ribattezzato “tennis bracelet”, diventando anche il simbolo di eleganza sofisticata e delicata, particolarmente adatta alle occasioni importanti. Dopo aver selezionato con cura l’outfit, possiamo passare ai capelli, al trucco e alle unghie. L’hairstyling di una tennista ha una regola di base ben precisa: i capelli non devono mai impedire la visuale durante il gioco. Di conseguenza, la pettinatura più adatta ad una partita di tennis è un’altissima e tiratissima coda di cavallo. A questa scelta tradizionale se ne può alternare anche una più vezzosa, come la treccia alta ed impreziosita da piccoli elastici o fiocchetti. Sia nel caso della coda sia nel caso della treccia, è possibile rendere l’acconciatura ancora più ordinata tramite l’utilizzo di una fascia di spugna o di un cerchietto. Nel caso del trucco, la parola d’ordine è minimalismo. Il make-up in perfetto stile “tenniscore” è radioso e luminoso, ottenuto grazie all’applicazione di piccoli tocchi di illuminante sui punti strategici del viso, di un velo di blush per scaldare le guance e di una passata di gloss per far risplendere le labbra. Giocare a tennis tante ore sotto al sole significa anche prestare grandissima attenzione alla cura della pelle, che ha bisogno di essere costantemente protetta dai raggi UV attraverso l’applicazione di una protezione solare di alta qualità. Questa salutare abitudine è molto importante dentro e fuori dal campo. Infine, la scelta di una semplice micro-french manicure realizzata con uno smalto dalle tonalità neutre su unghie dalla lunghezza medio-corta è la scelta più azzeccata per privilegiare la praticità, senza tralasciare l’eleganza. In fin dei conti, pur essendo totalmente incapaci di usare la racchetta oppure delle timide principianti, basta davvero poco per sentirci delle campionesse di tennis e di stile.


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